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Grecia no reconoce a la troika como interlocutora, pero insiste en dialogar con sus socios europeos

  • “La troika no tiene razón de existir”, ha asegurado Yanis Varoufakis – 

  • “Debemos encontrar una solución para el interés común europeo”, insiste – 

  • Dijsselbloem: “La conferencia sobre la deuda existe y se llama Eurogrupo” – 

  • El Eurogroupo, comprometido con Grecia si el país cumple sus promesas – 

 

El nuevo ministro de Finanzas griego, Yanis Varoufakis, ha asegurado este viernes que el Gobierno griego no reconoce a la troika como interlocutora válida en las negociaciones sobre el programa de rescate de Grecia, aunque ha insistido en dialogar con sus socios y con las instituciones europeas para encontrar una solución de interés común.

Así lo ha señalado Varoufakis en una comparecencia conjunta con el presidente del Eurogrupo, Jeroen Dijsselbloem, quien ha pedido al país heleno que “defina su posición” de cara al futuro. No obstante, el también ministro de Finanzas holandés ha lanzado una advertencia a Atenas: “Ignorar los acuerdos no es el camino correcto a tomar”.

Intentaremos convencer a nuestros socios

No tenemos intención de trabajar con una comisión que no tiene razón de existir, incluso desde la perspectiva del Parlamento Europeo”, ha dicho Varoufakis en una comparecencia conjunta con el presidente del Eurogrupo, el holandés Jeroen Dijsselbloem.

“Quiero recordar que este Gobierno fue elegido con un programa que no admite el actual diseño de rescate ni tampoco que la deuda puede ser pagada“, ha afirmado Varoufakis, para añadir que su intención es cooperar plenamente con los socios europeos.

Intentaremos convencer a todos nuestros socios en Finlandia o en otros países de que debemos encontrar una solución para el interés común europeo”, ha dicho.

Por su parte, el presidente del Eurogrupo ha dicho que el programa de rescate “se extiende hasta finales de febrero” y ha añadido que, “antes de eso decidiremos lo que se hará. No hay ninguna conclusión todavía”.

Dijsselbloem: La conferencia sobre la deuda es el Eurogrupo

Sobre la posible creación de una conferencia sobre la deuda, asunto que Varoufakis ha planteado al propio Dijsselbloem, éste se ha mostrado tajante: “Esta conferencia ya existe y se llama Eurogrupo“.

Dijsselbloem ha destacado que el Eurogroupo “está comprometido con apoyar a Grecia a condición de que Grecia cumpla sus promesas“.

“Los problemas de la economía griega no desaparecieron con las elecciones”, ha recalcado el también titular holandés de Finanzas, que ha afirmado también “el nuevo gobierno está determinado a encontrar soluciones”.

“Los griegos han pasado por mucho en los últimos años, se han hecho muchos progresos y es importante no perderlos“, ha dicho el presidente del Eurogrupo.

Varoufakis explica las reformas a Dijsselbloem

Durante el encuentro, según comentó Varoufakis, la parte griega expuso a Dijsselbloem las reformas que quiere emprender para restaurar la competitividad del país. “Le expliqué las garantías que nuestro Ejecutivo ofrecerá al pueblo y a los socios para lograr un pequeño superávit primario sostenible y permanente”, ha subrayado.

Dijsselbloem ha asegurado que existe un “interés muto” en que Grecia permanezca dentro de la eurozona, lo que, según dijo, es también el propósito de las autoridades griegas. Por este motivo, ha hablado de un “apoyo comprometido” con el país hasta que “recupere la posibilidad de financiarse en el mercado”.

Durante su visita a Atenas, el presidente del Eurogrupo se entrevistó también con Tsipras y con el director del Grupo de Trabajo del Euro, Thomas Vizer. También se reunió con los representantes del nuevo equipo económico griego entre los que estuvo el vice primer ministro, Yanis Dragasakis, como coordinador de toda la política económica, y el titular de Economía, Yorgos Stathakis.

Dijsselbloem calificó como “constructivos” estos encuentros, pues apuntó que el plan de rescate está llegando a su fin y “es importante empezar la cooperación cuanto antes”.

Grecia “collaborerà con l’Europa non la troika” — Conferenza congiunta del falco Dijsselbloem e Varoufakis, ministro delle Finanze. Programma di aiuti verrà esteso. Bond greci rendono più del 19%.

 

Il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem (s) e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis – (foto di Vittorio Da Rold )

 

Ci sono stati anche i convenevoli, come è giusto fra persone beneducate. Ma di fatto i primi colloqui ufficiali tra il nuovo governo greco e la leadership delle istituzioni europee ha sancito, almeno in questa fase di avvio, che le parti parlano lingue molto diverse. Dopo l’incontro di ieri con il tedesco Martin Schulz, oggi è arrivato il primo appuntamento veramente importante per il nuovo governo di Alexis Tsipras, 40 anni, leader del partito di sinistra radicale Syriza. Ad Atene è arrivato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, un negoziatore con un mandato ben preciso, che non ha nessuna intenzione di cedere alle richieste di Atene sulla riduzione del peso del debito in mano per l’80% a soggetti pubblici (Fmi, Bce, Stati) per quanto riguarda prestiti e bond .

Nei colloqui di oggi, che si sono svolti in un’atmosfera piuttosto tesa, sono state esaminate diverse «possibilità» in campo sul programma di aiuto europeo alla Grecia, ma «non sono state raggiunte conclusioni», ha affermato Dijsselbloem. «Abbiamo degli interessi comuni con la Grecia: vogliamo la sua ripresa nell’area euro», ha detto ancora Dijsselbloem, parlando di un «dialogo costruttivo» e del nobile obiettivo di «non vanificare i progressi compiuti in questi anni in Grecia». Fin qui tutto bene.

Quando però il numero uno dell’Eurogruppo ha detto che la Grecia deve rispettare gli accordi con i partner europei evitando «mosse unilaterali, che non sono la strada per andare avanti» e ha aggiunto che «ignorare gli accordi non è la strada da seguire» il messaggio è stato chiaro. Dall’altra parte il nuovo governo targato Syriza, per bocca del ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha replicato di essere «stato eletto puntando a rimettere in discussione il programma di aiuti» europeo. Chiaro che al momento le posizioni restano agli antipodi.

Il governo Tsipras, che punta a un taglio del debito, legato a un piano di salvataggio di 240 miliardi di euro, era già stato gelato giovedì nelle sue aspettative dalle prese di posizione di alcuni esponenti politici europei e tedeschi, come Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea e il socialdemocratico Sigmar Gabriel, vicecancelliere tedesco.

Solo pretattica? Oggi è tornato alla carica il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Taglio del debito greco? Manco a parlarne. «Siamo difficili da ricattare». Il dibattito su una conferenza internazionale proposta da Atene per dimezzare il fardello che oggi pesa sulle finanze pubbliche segna «un divorzio dalla realtà», ha avvisato da Berlino Martin Jaeger, portavoce del ministro tedesco. «Una richiesta di prolungamento del programma, nel caso in cui venisse presentata, potrebbe valere solo – ha aggiunto – se fosse collegata a una chiara disponibilità della Grecia di realizzare i passi delle riforme concordati».

Nell’attesa dell’incontro con Dijsselbloem, il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis aveva detto di sperare che i colloqui potessero «portare a un accordo fattibile ed esauriente per ricostruire la nostra economia sociale». Subito dopo il colloquio l’economista, in una conferenza stampa durante la quale lui e il presidente dell’Eurogruppo si sono guardati a fatica, ha spiegato: «Lavoreremo con le istituzioni europee, porteremo avanti riforme che rendano l’economia più competitiva» e mettano i «conti pubblici in equilibrio, ma non ci sarà cooperazione con la missione della Troika». Sarà lo stesso Varoufakis, al suo debutto, ad avviare nei prossimi giorni un tour per le capitali europee, fra queste Londra, Roma e Parigi, alla ricerca di sostegno per la nuova politica greca.

Varoufakis sa che fino ad agosto, pur con alcuni passaggi chiave, non ci sono scadenze definitive e che i sette miliardi di euro dell’ultima tranche dei prestiti europei, ora congelata, non sono indispensabili. Il vero obiettivo, appunto, è ridurre il peso del debito e dare spazio a manovre di sollievo sociale su pensioni, salari, investimenti pubblici.

Tra le proposte del ministro greco c’è anche la riduzione dell’avanzo primario dal previsto 4,5% annuo all’1-1,5%: darebbe spazio di manovra sul fronte interno che chiede segnali immediati sulla riduzione delle politiche di austerità.

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Merkel e Schaeuble

Cena Merkel-Hollande a Strasburgo, su invito di Schulz
In serata incontro informale in un ristorante di Strasburgo tra il presidente francese François Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz. Oggetto del colloquio: il debito greco e le richieste del nuovo governo Tsipras. Ieri Schulz ha incontrato Tsipras ad Atene ed ha ammesso in una intervista tv che non c’è stata intesa praticamente su nulla. Mercoledì Hollande vedrà Tsipras a Parigi. La cena al ristorante “Zuem Ysehuet” tra Hollande, Merkel e Schulz è durata circa tre ore. Merkel e Hollande non hanno rilasciato dichiarazioni. I tre commensali hanno mangiato ciascuno un antipasto, un piatto principale e un dessert. Pare, per soli 38 euro a testa, bevande escluse.

Hollande intenta una conciliación sobre Grecia con Merkel

Hollande intenta una conciliación sobre Grecia con Merkel

Intanto, dopo il rimbalzo di ieri (+3,2% ma dopo un filotto negativo per un totale di -16% da lunedì a mercoledì), nuovo evidente calo della Borsa di Atene che ha chiuso con l’indice principale negativo dell’1,59%. Il ribasso complessivo dopo il risultato elettorale è superiore al 13%. Male gruppi come Aegean airlines (-6%) ed Eurobank (-5%), ma sono stati soprattutto i titoli di Stato greci a registrare ancora forti vendite: il quinquennale ha scambiato con rendimenti in rialzo di 131 punti base a un tasso del 14,5%, il decennale ha registrato un aumento di 71 basis point a quota 10,5%. Triennali al 19%.

S&P’s mette sotto osservazione le banche greche
E in serata Standard & Poor’s ha annunciato di avere posto «sotto osservazione con implicazioni negative», preparandosi in pratica a una nuova bocciatura, il rating delle quattro più grandi banche greche. Il rating di lungo termine attualmente pari a “CCC-” di Alpha Bank, Eurobank, National Bank of Greece e Piraeus Bank potrebbe essere tagliato. L’agenzia fa notare che i depositi nei quattro istituti di credito sono calati di 5,4 miliardi di euro a 213,3 miliardi a fine dicembre ma, precisa S&P, «ci aspettiamo che i riscatti siano probabilmente accelerati a gennaio».

La mossa di Standard & Poor’s segue quella di due giorni fa, in cui aveva ha deciso di mettere la Grecia sotto osservazione con implicazioni negative. Attualmente il rating di Atene sia di lungo che di breve termine è B. In quell’ocassione aveva fatto capire che la bocciatura è garantita se «i negoziati con l’Unione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale si fermeranno, limitando la capacità della Grecia di onorare il proprio debito». Nel rapporto odierno dedicato alle banche, S&P’s sottolinea che la loro liquidità si è «indebolita significativamente nelle ultime settimane a causa di ampi riscatti e dell’assenza di accesso al mercato dei capitali».

 

Source: di Vittorio Da Rold | ilsole24ore.com | euronews.com | wallstreetitalia.com | rtve.es


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